Un pomeriggio da ricordare, che entra di diritto nella breve ma già importante storia del nostro Distretto: l’incontro con Sua Beatitudine il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini.
In un Teatro Rendano pieno, alla presenza delle principali autorità civili, militari ed ecclesiastiche, di rotariani provenienti da tutta la Calabria e di numerosi cittadini, si è avuta la possibilità di misurarsi con le tensioni del Medio Oriente attraverso un confronto diretto con uno dei protagonisti del nostro tempo, di comprendere meglio quanto sta realmente accadendo in Terra Santa, sulle possibilità di arrivare ad una pace duratura in un contesto complicato, caratterizzato da profondi cambiamenti globali, riflettendo sulla responsabilità condivisa tra popoli, istituzioni e società civile.
L’incontro ha rappresentato il momento conclusivo e più alto di un progetto fortemente voluto e coordinato dal Rotary Club di Rende al quale hanno aderito i club: Cosenza, Cosenza Nord, Riviera dei Cedri, Presila Cosenza Est, Montalto Uffugo Valle del Crati, Mendicino Serre Cosentine, E-Club Calabria International, Cosenza Sette Colli, Belvedere Alto Tirreno Cosentino, iniziato la scorsa estate con una serata di beneficenza svoltasi sul Tirreno cosentino e che ha avuto il pieno e convinto sostegno del Distretto.
Dopo i saluti del Sindaco di Cosenza, Franz Caruso che ha ringraziato il Cardinale Pizzaballa per la sua presenza giunta nel giorno in cui si festeggia la Madonna del Pilerio, patrona della Città, il Presidente del Rotary Rende, Sergio Mazzuca, ha evidenziato come:” L’iniziativa aveva uno scopo chiaro e unico: trasformare un incontro in un aiuto concreto, quanto raccolto in favore dei bambini di Gaza, rappresenta il risultato più vero e più importante di questo cammino comune. Non è solo una cifra: è un gesto collettivo di solidarietà, responsabilità e umanità che ha visto lavorare insieme e sinergicamente i rotariani di molti club, uniti dalla volontà di fare qualcosa di concreto e, soprattutto, di lanciare un messaggio di solidarietà da una terra piena di problemi ma anche di eccellenze che sa essere solidale e unita quando c’è da aiutare il prossimo. La nostra comunità, nella sua umiltà, ha scelto di non chiudersi, di non essere indifferente rispetto al resto del mondo e di non considerare lontano un dolore che, per tanti motivi, è
scomodo guardare negli occhi. Un’azione dei club sinergica ed entusiasta che ha avuto il supporto del Distretto 2102, sempre vicino alle nostre attività”.
Rispondendo alle domande di Simone Tropea, filosofo e giornalista a Gerusalemme nato a Cosenza, il Cardinale Pizzaballa ha descritto con parole semplici e dirette, la drammatica situazione che si vive a Gaza:”Il 7 ottobre del 2023 mi trovavo in Italia e, quando mi chiamarono da Gerusalemme la mattina per chiedermi cosa dovessimo dire, ero ancora all’oscuro di tutto, pensavo che fosse una delle tante crisi, dei tanti attacchi. Una volta rientrato a Gerusalemme, presi realmente coscienza della situazione e ci volle del tempo per comprendere bene la reale portata di quanto stava accadendo, soprattutto della tragedia vissuta dalla popolazione: non era più un conflitto israelo-palestinese ma era una vera e propria guerra per la sopravvivenza. Oggi siamo entrati in una nuova fase, quella della ricostruzione non soltanto fisica dei territori distrutti ma, anche e soprattutto, sociale, civile, culturale: il dramma non è finito, ci sono bambini che non vanno a scuola da oltre tre anni e questo è un problema molto serio che si aggiunge a
tutti gli altri che, la guerra, ha creato, dal punto di vista strutturale e materiale ma, anche e soprattutto, sociale e psicologico. Dobbiamo uscire dalla “modalità emergenza” ed entrare nella fase della programmazione, focalizzandoci su quello che serve realmente guardando al presente ma, soprattutto, al futuro. Un po’ come accadde in Italia all’indomani del conflitto mondiale: la situazione è drammatica e, noi, dovremo essere presenti”.
Il Cardinale Pizzaballa ha parlato da vero pastore pur avendo ben chiaro lo scenario geo-politico del territorio tanto da affermare che: ”Se vogliamo capire quale sarà l’assetto del Medio Oriente, dobbiamo parlare dai cambiamenti in atto nella società israeliana oggi molto frammentata, spostata verso una destra non tanto politica ma “religiosa”, bisogna comprendere bene come essa sarà e di come si porrà nei confronti della questione palestinese perché fino a quando non si risolverà questa situazione, non potrà esserci un assetto stabile nel Medio Oriente. Nel conflitto l’aspetto religioso c’è ma, sia chiaro, questa non è una guerra tra ebrei e musulmani, è una guerra politica dove il tema vero è la terra, i confini”.
Grazie anche alle sapienti e pertinenti domande di Tropea, il Cardinale Pizzaballa ha offerto alla numerosa ed attenta platea, diversi spunti di riflessione non soltanto su quanto si sta vivendo nei territori ma, anche, sul ruolo che deve svolgere oggi la Chiesa “chiamata ad essere sempre più credibile ed in grado di lanciare messaggi chiari e precisi”, su quanto devono fare la comunità politica internazionale e la società civile in un mondo sempre più globalizzato e complesso, dilaniato da tensioni ma, anche, ricco di umanità. Particolarmente commovente il passaggio sui bambini della Parrocchia di Gaza: “Sono circa un centinaio, li conosco tutti uno per uno, nome per nome. Li conoscevo già prima ma, averli incontrati durante la guerra, sotto le bombe, vedendo nei loro occhi l’attesa, l’innocenza, il desiderio e la libertà tipica dei bambini nonostante le sofferenze mi ha dato la forza, l’energia per andare avanti e lavorare. Ecco, per loro per loro vale la pena essere presenti e non nascondersi dietro un dito”.
L’invito, infine, a recarsi in Terra Santa, luoghi che sono tornati ad essere sicuri e meritevoli di essere visitati. Particolarmente significativo il momento in cui il maestro Gerardo Sacco è salito sul palco del Rendano per consegnare al Cardinale Pizzaballa, una croce bizantina creata proprio per l’occasione.
Il Governatore del Distretto 2102, Dino De Marco nel porgere al Cardinale Pizzaballa i saluti ed i ringraziamenti di tutti i soci della Calabria, ha esaltato la visione globale del Rotary:”Capace di guardare oltre i confini del singolo territorio, sapendo intercettare le fragilità ed i bisogni in ogni angolo del mondo trasformando la propria azione in progetti concreti capaci di produrre un impatto reale e duraturo sul territorio, impegnandosi ad arrivare lì dove altri non arrivano, collaborando con le istituzioni civili, politiche e religiose. La cerimonia di oggi non è la semplice consegna dei fondi raccolti dai club per i bambini di Gaza, ma la testimonianza tangibile di come l’ideale rotariano del servire al di sopra di ogni interesse personale, sia in grado di arrivare dove c’è davvero bisogno. Ringrazio i club dell’area urbana di Cosenza per questa iniziativa con la quale hanno dimostrato come, anche da un territorio come il
nostro, possano partire gesti grande spessore. Chiesa e Rotary sono legate dalla loro dimensione universale e se la Chiesa rappresenta l’universalità della fede costruendo ponti spirituali tra i popoli, il Rotary rappresenta l’universalità dell’azione concreta costruendo ponti operativi tra le comunità”.
Difficile riassumere, in poche righe, i contenuti di altissimo livello culturale e spirituale di un incontro che ha arricchito tutti i presenti la cui soddisfazione traspariva chiaramente dai volti di tutti noi. Sono queste le occasioni nelle quali si è orgogliosi di appartenere al Rotary, capace di trasformare idee in progetti concreti, grazie all’impegno ed al lavoro di tanti soci e di offrire momenti di grande riflessione ed intensità.




