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Conversazione del socio Antonio Mallamo

È un tema affascinante – quello che Antonio Mallamo ha scelto per la sua conversazione e che attiene al suo titolo di psicologo, “titolo per passione” – come lui stesso lo definisce – e di cui va oltremodo orgoglioso. Antonio Mallamo è Dottore in Farmacia dal 1977, dal 1978 gestisce la sua farmacia, ma ha frequentato, a partire dal 1987, anche Corsi esperenziali e didattici in Sofìa (Sophia) Analisi individuale e di gruppo, in Onirodramma, e in Antropologia Personalistica Esistenziale presso la Sofìa (Sophia) University di Roma – fondata e diretta da Antonio Mercurio, e presso i suoi Istituti periferici IPAEB di Catanzaro ed IPAE di Cosenza. Idoneo alla professione di Psicologo con Esame di Stato presso la Sapienza di Roma nel 1998, è iscritto all’ Albo professionale degli Psicologi della Calabria. Il linguaggio dei sogni è considerato dagli studiosi della materia come il metodo più sicuro oramai per indagare sui processi psichici più profondi, e viene spesso etichettato come vero e proprio farmaco dell’anima. Scriveva Sigmund Freud “Il sogno è incoerente, riunisce senza esitazione le più grosse contraddizioni, ammette cose impossibili, trascura le nostre cognizioni. Il sogno rappresenta la massima espressione delle passioni irrazionali represse durante la vita quotidiana.” “I sogni sono come un microscopio col quale osserviamo le vicende nascoste della nostra anima – sosteneva Erich Fromm. Nulla è più significativo dei sogni per capire l’inconscio.” E dunque, veglia e sonno, sono due poli, due stati di coscienza diversi, in cui nel primo domina l’attività e nel secondo l’esperienza individuale. E a seconda di dove andrà la nostra attenzione saremo “morti” rispetto all’ambiente fisico della veglia e vivremo nel mondo dei sogni, oppure saremo “vivi”, cioè morti ai nostri sogni, ma consapevoli del mondo della veglia. Tra i contemporanei della psicologia c’è chi sostiene che i sogni non sono un fatto essenzialmente privato del singolo sognatore e che i sogni sono prima di tutto un fatto collettivo e quindi relazionale, così come lo è la nostra coscienza. Sognare non si realizza in una scatola chiusa, blindata e privata dell’individuo, ma ha molti aspetti di risposta, e anche di proposta – rispetto a ciò che avviene nella vita di veglia. Insomma, non abbandoniamo la nostra natura relazionale quando sogniamo; non cessiamo di far parte di famiglie, di gruppi e di organizzazioni; quando sogniamo non smettiamo di condividere affetti, culture, miti e fantasie sovra individuali.
Antonio Mallamo – da buon psicoantropologo – ha saputo fornire elementi utili a camminare più sicuri nel labirinto dei pensieri, e a leggere correttamente il linguaggio dei nostri sogni, in un viaggio tra fantasia e realtà, sonno e veglia, inconscio e coscienza, perché ciascuno di noi abbia sempre più consapevolezza dei propri orizzonti onirici, e impari a riconoscere la strada meno impervia per raggiungere i propri traguardi di benessere psicologico, individuale e relazionale.

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