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Il Rotary oggi? Rosano invita i soci ad “esserci per essere”

Con le sue riflessioni sul modo migliore di essere rotariani il Governatore emerito Vito Rosano ha incantato la vasta platea accorsa ad ascoltarlo all'Italiana Hotels. 
La serata del 4 giugno, organizzata dal Club Cosenza Nord in interclub con il Presila Cosenza est e il Montalto Uffugo Valle del Crati, oltre che per essere molto affollata di soci, Governatori emeriti, autorità rotariane e di diverse associazioni, Presidenti e soci di altri Club, si è caratterizzata per l'alto livello di pensiero che Rosano ha espresso con la consueta saggezza, dedizione alla causa rotariana, grande sincerità ed anche accorato rammarico per un Rotary che non riconosce più come quello che era e che lo indusse, nel lontano 1962, ad entrare nell'organizzazione, di cui oggi è esponente autorevolissimo.
Le considerazioni del prof. Rosano sullo stato del Distretto 2100, precedute da un intervento introduttivo del Governatore emerito Piero Niccoli, non hanno lasciato spazio ad equivoci, ma sono suonate come un fortissimo richiamo alla coscienza di ciascun rotariano, nessuno escluso, ad “esserci per essere”.
Esserci nel senso di partecipare attivamente, attraverso una testimonianza continua di valori etici nelle rispettive professioni, ma anche nella creazione di un “noi” coeso ed operativo all'interno dei Club, per lasciare un segno concreto ed esemplare nella società in cui ci si trova ad operare. Esserci perché il Rotary non è proprietà delle autorità rotariane, ma di ciascun socio che ha scelto liberamente di entrare a farne parte e deve testimoniare questa sua appartenenza nel modo opportuno.
Vito Rosano ha condannato gli ingressi di nuovi soci permessi troppo spesso per fare numero e non abbastanza attenti alla qualità ed ha chiesto uno sforzo per “riappropriarsi del Rotary” più autentico, quello che è realmente dedito al servizio e non può farsi strumentalizzare per dare campo libero a scalate carrieristiche personali. E' in calo la tensione morale -ha lamentato- ed il nostro potenziale associativo non riesce a trasformarsi in potenziale civile. Il Rotary va invece considerato una palestra dove esercitarsi per favorire il transito dall'io sociale all'io politico ed infine al noi, una dimensione dove il bene personale è tutt'uno con il bene comune.”
Ancora, essenziale è guardare al futuro facendo di più per i giovani, che vanno formati adeguatamente. Vito Rosano, al proposito, accarezza il sogno di una Accademia di formazione rotariana.
Infine, il Governatore emerito, che è anche socio onorario del Club Cosenza Nord, ha auspicato che, lavorando insieme, si possa arrivare ad una vera e propria rivoluzione di pensiero che riporti nel Rotary rispetto dei valori più elevati e dei saperi congiunti, che si nutrono delle differenze delle qualità, dei generi e delle razze. Solo così si potrà incidere sul territorio lasciando segni tangibili della presenza rotariana.
Nutrito ed appassionato il dibattito seguito alla relazione di Vito Rosano, le cui considerazioni sono state condivise ed applaudite da tutti i presenti.

Precedente Il Quotidiano del Sud 4.6.2015

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