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Il Sistema dell’Arte nel Terzo Millennio

“Il sistema dell’arte nel Terzo Millennio”: è questo il tema di una interessante conferenza promossa ed organizzata dal Rotary Club di Lamezia Terme.
Presenti – oltre al Sindaco della Città Paolo Mascaro, due illustri relatori: Domenico Piraina (Direttore Responsabile del Polo Museale e dei Musei Scientifici di Milano) e Rocco Guglielmo (Presidente della Fondazione Rotella e Direttore Artistico del Marca).
Ad introdurre il tema il Presidente del Rotary Club Lamezia Terme, Raffaella Gigliotti, che ha affermato nel suo intervento “Dobbiamo essere più consapevoli tutti quanti – società civile, istituzioni, cittadinanza attiva, associazioni – dell’arricchimento cultuale che l’arte può generare nella società, ma anche dell’arte come fattore di aggregazione sociale, e di ciò che l’arte può muovere e modificare anche rispetto ai processi economici della nostra città – come motore e volano dell’intrapresa economica, che può guidare e creare nuovi indotti produttivi, nuove professioni, nuova occupazione, nuove idee di crescita. Noi abbiamo ragione di credere che la cultura possa influenzare l’economia reale, ed avere la capacità di guidare il cambiamento, con uno sguardo innovativo di rilancio, attraverso la valorizzazione dei saperi, attraverso una nuova rivoluzione della cultura. Il patrimonio artistico e culturale è ancora oggi una risorsa poco valorizzata, a dispetto della sua notevole consistenza e della sua elevata attrattività da un punto di vista turistico.” 
Il Sindaco Paolo Mascaro – intervenuto subito dopo – si è dichiarato “aperto all’ascolto e alla collaborazione” su come gestire al meglio l’immenso patrimonio artistico della città, “perché l’arte non resti un luogo di nicchia”. Educhiamo all’arte per elevare la persona – ha detto Mascaro –  altrimenti le nuove generazioni saranno prive di sensibilità”.
Atteso l’intervento di Domenico Piraina, nato a Platania, ma a Milano da quarant’anni: “La cultura bisogna farla. Senza chiacchiere. È vero che la politica non ritiene redditizio investire sulla cultura. Ma se c’è poca attenzione al patrimonio culturale nazionale è colpa anche dei cittadini. Il nostro patrimonio è come l’energia rinnovabile. Ma si rinnova solo se lo studiamo, e per studiarlo bisogna amarlo.” Ed ha aggiunto: “In Italia non esiste un museo nazionale, a differenza di quanto accade in altri Paesi. I musei milanesi, tranne la Pinacoteca di Brera, sono civici o di iniziativa privata. La prima regola è quella di creare il pubblico. Come abbiamo fatto a Palazzo Reale. In meno di 10 anni il turismo museale straniero a Milano è aumentato del 40%. Bisogna chiedersi quale sia la vocazione di una città. Poi ci si deve lavorare sopra.” 
Nella partita della cultura è strategico il ruolo delle fondazioni, che “fungono da stimolo e ausilio al settore pubblico”, come ha affermato Rocco Guglielmo, secondo il quale “il museo non deve essere più una semplice sala espositiva; il museo deve diventare un attrattore di pubblico; l’affezione alla frequentazione si costruisce nel tempo. La parte della scuola è importante, così come quella svolta dai privati e l’arte può diventare impresa culturale.” 
“Tutti quanti noi, dunque – ha concluso il Presidente Gigliotti – dovremmo svolgere il nostro ruolo per realizzare un progetto di valorizzazione dell’arte nella nostra città – che interessa il passato e si proietta al futuro – e contribuire a creare un sistema virtuoso – tra pubblico e privato, cittadini e istituzioni, associazioni culturali e club service, imprese e scuole, artisti, collezionisti e operatori dell’arte, per migliorare, riordinare e ri-organizzare ciò che abbiamo e ricavarne “valore” –  culturale ed economico – a favore del nostro territorio e delle nostre future generazioni.” 
La serata si è aperta con una breve performance dei giovani soci dell’Interact Club Lamezia Terme-Reventino, nelle mani dei quali alcuni tra i nomi più noti dei maestri d’arte contemporanea che vivono ed operano a Lamezia Terme – Francesco Antonio Caporale, Antonio Saladino, Antonio Pujia Veneziano – hanno voluto affidare le loro creazioni, per trasmettere un messaggio di comunicazione sociale: l’arte che si fa “dono” nella sua pura essenza, per parlare di sé, per suscitare emozioni, ma soprattutto per rendere tutti più consapevoli della ricchezza culturale posseduta e della necessità di doverla ancora fortemente valorizzare.

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