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Interclub sui rifiuti tossici in Calabria 12.3.2015

Graditissima partecipazione,  in InterClub con il Cosenza Nord, del Club di Amantea con una nutrita delegazione guidata dal Presidente Kamal Abu-Taleb,  all’incontro di ieri sera all’Italiana Hotels sui “veleni della Calabria”,  titolo in voluta assonanza con la “terra dei fuochi” campana,  che ha avuto il giornalista Domenico Marino quale relatore. L’Interclub è stato motivato dall’essere il territorio del Tirreno cosentino particolarmente  interessato dalla problematica a causa di una serie di episodi specifici, tra cui il grave inquinamento della Valle del fiume Oliva, al centro di un procedimento giudiziario a Cosenza.

“No all’allarmismo ed al complottismo, sì ad una seria ricognizione e all’inizio dei lavori di bonifica laddove sia accertato che l’inquinamento da rifiuti tossici esiste”.

Questa la posizione del giornalista Marino, che, introdotto dalla Presidente Elena Scrivano,  ha illustrato dettagliatamente le sue ricerche e i contenuti dei molti articoli che ha dedicato a rifiuti occulti e salvaguardia dell’ambiente, sia su Gazzetta del Sud che sull’Avvenire.

La Marlane di Praia, le aree contaminate di Crotone e Sibari, le navi dei veleni, la barriera di Coreca: sono solo alcuni dei punti sui quali si è soffermato l’attento cronista, che ha ricordato, tra l’altro, come sia stato -già vent’anni addietro- il pentito di camorra Carmine Schiavone a parlare di una Calabria deposito occulto di rifiuti tossici, concetti ripresi da altri pentiti, questa volta cosentini, in tempi più recenti.

Marino ha poi con rammarico informato di non essere ancora riuscito ad ottenere, pur avendoli più volte chiesti, i risultati del progetto MIAPI (Monitoraggio e Individuazione delle Aree Potenzialmente Inquinate), che, su input del Ministero per l’Ambiente, ha visto la Regione impegnata nei mesi scorsi in un accurato monitoraggio del territorio. Nonostante le indagini siano terminate da tempo,  non sono state però rese pubbliche le conclusioni.

Il che certamente non tranquillizza le popolazioni, costrette a convivere con molti sospetti e qualche certezza negativa.  Dunque, non solo per dovere di trasparenza, ma anche per evitare allarmismi inutili, è indispensabile che la verità emerga in tempi brevi.

Su questo punto hanno pienamente concordato i molti soci dei due Club intervenuti nel dibattito. Se è giusto che l’economia della Calabria sia tutelata da facili speculazioni interessate, è altrettanto vero che la salute è il bene più prezioso e che le istituzioni preposte hanno il dovere di fare tutto il possibile per accertare i danni e iniziare un’azione di risanamento dei territori.

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