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L’isola che non c’è…

L’isola che non c’è…realizziamola per vivere meglio

L’isola che non c’è…ma che potrebbe essere facilmente realizzata l’ha tratteggiata il socio Ezio Zarro il 28 novembre scorso parlando di criticità e potenziali opportunità del sistema di smaltimento dei rifiuti. “In Calabria, unica regione d’Italia e d’Europa –ha rilevato il relatore-   esistono 15 Centri sperimentali dimostrativi, aree ex Arssa particolarmente idonee per la sperimentazione delle tecnologie più avanzate nelle diverse fasi del ciclo virtuoso della valorizzazione dei rifiuti solidi urbani, industriali e velenosi, oltre che per lo smaltimento dei fanghi della depurazione.” Uno dei Centri si trova alle porte di Cosenza, a Casello di Tarsia, distante poche centinaia di metri dall’altro, più piccolo, di San Marco Argentano: insieme, 180 ettari. Qui potrebbe sorgere l’isola, dove i rifiuti arriverebbero differenziati per essere trasformati in cose utili o in energia. Il centro di Casello appare particolarmente adatto perchè lontano da centri abitati, quindi dalle preoccupazioni della popolazione, ma facilmente raggiungibile via autostrada. Vi si potrebbe  collocare  impiantistica per la riduzione degli imballaggi, il riuso e il riciclo dei rifiuti, un indispensabile termovalorizzatore di ultima generazione per il recupero energetico della frazione residuale e perfino impianti  per l’utilizzo dei fanghi di depurazione. In tal modo l’intera Calabria, invece di ostinarsi ad utilizzare discariche esauste o ad esportare  i propri rifiuti a costi proibitivi in aree del mondo che sanno farli diventare risorsa,  potrebbe  con profitto utilizzarli essa stessa, sulla scia di quanto fatto in altre città italiane ed europee. L’isola che non c’è…un progetto a portata di mano da non sottovalutare. Anche per le non indifferenti  ricadute occupazionali.

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